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Siete mai stati dentro un Wall of Death? (Sempre che siate sopravvissuti per raccontarlo)⠀ ⠀ @_soulless.senpai_ ⠀ ⠀ #metal   #metalitalia   #metalita   #italiametal   #itametal   #rock   #rocker   #metalcommunity   #metalbase   #metalmusic   #metalmeme   #metalmemeita   #metalhead   #metallaro   #headbanging   #ignoranza   #alternative   #progressive   #deathmetal   #blackmetal   #slipknot   #acdc   #metallica   #megadeth   #ironmaiden  

Chi viene il 20? ⠀ (Ho preso spunto da un commento sotto il video di All Out Life)⠀ ⠀ @_soulless.senpai_ ⠀ ⠀ #metal   #metalitalia   #metalita   #italiametal   #itametal   #rock   #rocker   #metalcommunity   #metalbase   #metalmusic   #metalmeme   #metalmemeita   #metalhead   #metallaro   #headbanging   #ignoranza   #alternative   #progressive   #deathmetal   #blackmetal   #slipknot   #acdc   #metallica   #megadeth   #ironmaiden  

CHELSEA SMILE - BRING ME THE HORIZON È la seconda traccia dell'album Suicide Season della rinomata band metalcore britannica Bring Me the Horizon. La band, in questo secondo album lascia molto del deathcore che aveva caratterizzato il primo album, concentrandosi sul puro metalcore. La traccia prevede un largo uso del sintetizzatore, affidato per questa volta allo statunitense Luis Dubuc. Il titolo è una perifrasi che in inglese ha un significato molto particolare. Il Chelsea Smile è un sorriso letteralmente inciso nel volto di una persona per farla sorridere perennemente senza la sua volontà. Assume un significato molto forte in quanto allude alla depressione e alla necessità di un sorriso anche se non si riesce a sorridere di propria volontà. “I've got a secret, it's on the tip of my tongue, it's on the back of my lungs. And I'm gonna keep it, I know something you don't know” (“ho un segreto, è sulla punta della mia lingua, è in fondo ai miei polmoni. E me lo terrò per me, so qualcosa che tu non sai”). Il ritornello allude ad un evento traumatico capitato al cantante (Oliver) che l'ha distrutto mentalmente. Come confermato da Sykes stesso in un'intervista, solo i suoi amici più stretti sanno cosa sia capitato. “I may look happy, but honestly, dear. The only way I'll really smile is if you cut me ear to ear” (“potrei sembrar felice ma in realtà l'unico modo che ho di sorridere è se mi tagli da orecchio a orecchio”). Il riferimento più evidente al Chelsea Smile. Se lui sembra felice significa solo che sta fingendo. L'unico modo che si ha per vederlo sorridere è quello di tagliargli il viso per replicare un sorriso, appunto da orecchio a orecchio. “We all carry these things inside that no one else can see. They hold us down like anchors, they drown us out at sea” (“tutti portiamo dentro cose che nessun altro può vedere. Ci tengono come ancore, ci fanno annegare nel mare”). Molto esplicita come strofa. In realtà tutti abbiamo dei segreti, qualcosa che non vogliamo raccontare agli altri per diversi motivi. E queste cose condizionano la nostra vita senza che gli altri lo sappiano, ci fanno affogare. [CONTINUA NEI COMMENTI]

DADDY - KORN La dodicesima e ultima traccia del primo album dei Korn, oltre che primo album nu metal della storia. La traccia dura ben 17 minuti ed è probabilmente la canzone più significativa di tutta la discografia della band. La canzone parla del cantante, Jonathan Davis, e delle violenze sessuali da lui subite da bambino da parte del suo babysitter. Nella canzone lui dice di aver raccontato più volte ai genitori di questi abusi ma loro l'hanno sempre ignorato non credendogli. I primi secondi di canzone fungono da intro, con una musica molto evocativa e Jonathan, con una voce molto flebile, invoca sua madre, le chiede scusa per aver scritto questa canzone e dice che la amerà per sempre. Successivamente parte la canzone vera e propria. La struttura della canzone vuole durante le strofe normali sia lo stupratore a parlare mentre nei ritornelli sia Davis bambino. Nella tre strofe lo stupratore cerca di tranquillizzare il bambino. “Come out and play, I'll be your daddy”. Nel ritornello invece Jonathan si sfoga, anche letteralmente urlando di rabbia mista a sofferenza, dicendo anche alla madre che lui non è un bugiardo e le chiede perché non gli crede. “You raped, I feel dirty. It hurts, as a child!”. Nel bridge ancora Davis tenta di convincere la madre, mentre lo stupratore nega il tutto. Successivamente all'ultimo ritornello arriva la parte più pesante della canzone probabilmente, in cui insulta pesantemente lo stupratore ma piangendo e singhiozzando. Davis in un'intervista rivela che quel singhiozzo non era programmato ed era totalmente spontaneo, registrato a sua insaputa durante un suo momento di sfogo successivamente alle registrazioni della canzone. Il piangere di Davis e gli insulti rendono la strofa estremamente triste e pesante per l'ascoltatore, che riesce ad immedesimarsi in lui. La canzone si chiude con una voce femminile che canta un pezzo della canzone “When I Awake” di Paramhansa Yogananda. La voce è quella di una signora del laboratorio della madre. Davis sente che sta cantando a sua sorella questa canzone e gli chiede se può registrarla e inviargliela per inserirla proprio in Daddy.